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Autori - Bella Saro

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Cenni storici sulla Timpa di Acireale (Prima parte 1/2)

Sino agli inizi del secolo scorso la Timpa, la balza lavica che delimita Acireale verso il mare, costituiva uno degli elementi di maggiore caratterizza­zione della rappresentazione della città. Una raffigurazione che inevitabilmente condizionava anche la percezione di co­loro che per studio, per diletto o per av­ventura mostravano un certo interesse a visitare la nostra città, anche se questa risultava collocata al di fuori degli itinera­ri classici dei viaggiatori del Gran Tour. La Timpa in tal modo, già dai primi decenni del 1800 quando ad Acireale giunsero più numerosi gli stranieri, era una tappa obbligata, mentre la strada delle chiazzette, le sottostanti marine, la riviera tutta, riscoprivano riferimenti mitologici utili ad accrescere l'atten­zione dei romantici viaggiatori. (da: Riserva Naturale Orientata La Timpa, 2007).

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Autori - Pagano Antonio

ingiuriAntonio Pagano

Estro e fantasia nei "nomignoli" acitani 

Mi soffermo spesso sulle parole del gergo "acitano", che colpiscono per icasticità e forza espressiva. Tra le tante, v'è la vasta e variegata gamma di nomignoli, per mezzo dei quali le persone sono individuate, talora molto meglio che attraverso l'esatto dato anagrafico. (da: Memorie e Rendiconti dell'Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, Serie III, Vol V, 1985).

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Notizie - Ultime Notizie

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Autori - Castorina Santo

desiSanto Castorina  

Due tele di Matteo Desiderato

L'attribuzione delle due pale d'altare della parrocchiale di Acicastello a questo maestro scaturisce dai confronti con le opere autografe ancora fruibili a Catania e provincia, da una rivisitazione della memoria orale trasmessa in paese e, soprattutto, da una serie di indizi stilistici che conducono verso pittori neoclassici dell'Académie Française e della cerchia di Pompeo Batoni. (da:  Agorà XXI-XXII, 2005)

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Autori - Pappalardo Salvatore

BonadSalvatore Pappalardo

Il territorio di Aci nelle "Relazioni ad Limina" dei Vescovi di Catania (1595-1890) di Adolfo Longhitano

“Visita ad limina”, è l’obbligo dei vescovi di visitare i “limina Apostolorum”, cioè le tombe degli Apostoli e, in occasione della visita, di presentare una relazione sullo stato della diocesi. Essa venne istituita da papa Sisto V nel 1583, dopo la celebrazione del Concilio di Trento. Infatti “tutti i vescovi, prima di assumere il governo della diocesi, sono obbligati a presentarsi personalmente o per legittimo procuratore alla curia romana per assumere sotto giuramento l’impegno di visitare nei tempi stabiliti le tombe degli apostoli e di fare rendiconto al romano pontefice del loro ufficio pastorale e di tutte le cose che in qualche modo riguardano lo stato delle loro Chiese” (da: Memorie e Rendiconti dell'Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, Serie V, Vol VIII, 2009).

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Autori - Patanè Antonio

Antonio Patanè   

Viaggiatori, Guide, Scienziati e Rifugi Storico-Scientifici dell'Etna dall'Epoca Classica ai nostri Giorni

Tutti sanno che il vulcano Etna è stato da sempre meta di viaggiatori occasionali oppure di escursionisti anonimi abituali (gli antichi "anabantes" citati spesso dal geografo Strabone) che si servivano durante la lunga e faticosa ascesa di rifugi naturali come capanne di paglia, grotte, anfratti e lastre sporgenti di lava, per riposare e per ritemprare le forze. In vista soprattutto dell"ultimo tratto della scalata che si prescntava alquanto irto e difficile per le condizioni atmosferiche non certamente sempre ottimali, per le difficolta respiratorie dovute all'altitudine e molta faticoso nel cammino poichè si infossava profondamente nella finissima sabbia vulcanica che si trovava oltre i 2000 m. (da: Memorie e Rendiconti dell'Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, Serie V, vol II, 2003)

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Autori - Fichera Alfio

TelapaFichera Alfio

Dolce attesa della Pasqua

 Prossima è Pasqua, la Settimana di Passione ha fatto coprire di tende color viola i quadri sacri e le pale dell'altare, ha incappucciato del color della mestizia i Crocifissi sugli altari e sul bordo dei pulpiti, ha portato malinconia e silenzio nelle navate, e dall'altar maggiore della Cattedrale domina il grande telone ave è dipinta in livida monocromia la scena della Deposizione con la Madonna e le pie donne lacrimanti, la Veronica che regge la pezzuola di lino dove è dipinto del sangue e del sudore di morte il Santo volto coronato di spine, e dalla croce discende sorretto dalle mani di uomini avventurati il corpo esangue del Cristo morto. (da: Alfio Fichera, Cronache e Memorie, l'anima di Acireale nel tempo, scritti raccolti da C. Cosentini, Acc. degli Zelanti acireale, 1971) 

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